Paolo Virzì è un regista che ama filtrare ricordi e suggestioni con una certa nostalgia, rimaneggiandoli nel puro stile della commedia all’italiana, mai così classica e malinconica come in questo caso, un regista che non ha certo bisogno di conferme, e che nonostante qualche scivolone, ci aveva già convinto con il suo caotico e sferzante Tutta la vita davanti, senza tralasciare incursioni più ardite come l’intrigante N (io e Napoleone). Quindi che ci trovassimo di fronte ad un film perlomeno godibile era quantomai scontato, ma qui si va un tantinello oltre, perchè per chi ha amato la commedia all’italiana, quella vera non quella millantata dei cinepanettoni, non potrà non scorgerne frammenti e posture tipiche di personaggi tanto malinconici quanto amari, ma con un gran cuore da ostentare, e con in fondo un gran bisogno d’amore
Gran bel film, ben pensato, ben scritto, ben girato e soprattutto ben recitato. Gli attori mi sembrano molto azzeccati e anche se ho una passione per Mastandrea gli altri tengono il passo. Il genere "saga familiare" piace sempre agli italia...ni vuoi per il nazionale voyeurismo, vuoi per la facilità all'immedesimazione. Una possibile lettura del film è quella sui rapporti di genere: c'è una questione mai risolta ( e mai lo sarà? ) soprattutto in Italia tra uomo e donna: come l'uno vede e intende l'altra? qual'è l'obiettivo reale di una unione? Il ruolo nei confronti dei figli? L'attualità nazionale mi sembra confermare questo nodo: il confronto è tra chi dà la colpa alle donne e chi la da agli uomini. La soluzione, ovviamente, è ben lontana dall'essere trovata, ma la mia impressione è che abbiamo imboccato addirittura la strada sbagliata per raggiungerla
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