sabato 16 gennaio 2010

Inaugurazione.... Valzer con Bashir


Ieri è iniziata la nuova stagione del Cineforum, grandissima affluenza alla serata, forse per merito della pellicola, d'impatto, come è stata definita da Andrea. Sicuramente un film realizzato con una tecnica innovativa, che esula da ogni canone, ed è, come è stato definito, "una lezione di storia, un film di guerra, un pezzo di giornalismo investigativo e più di tutto un film straordinario."

VALZER CON BASHIR

di Ari Folman

Genere: drammatico
Durata: 87 minuti
Produzione: Israele, Germania, Francia 2008
Produzione: Les Films d'Ici, Razor Film Produktion GmbH
Distribuzione: Lucky Red
Interpreti: Ari Folman, Mickey Leon, Ori Sivan, Yehezkel Lazarov, Ronny Dayag


Una notte, in un bar, un amico confessa al regista israeliano Ari Folman un suo incubo ricorrente: sogna di essere inseguito da 26 cani inferociti. Ha la certezza del numero perchè, quando l'esercito israeliano occupava una parte del Libano, a lui, evidentemente ritroso nell'uccidere gli esseri umani, era stato assegnato il compito di uccidere i cani che di notte segnalavano abbaiando l'arrivo dei soldati. I cani eliminati erano giustappunto 26.In quel momento Folman si accorge di avere rimosso praticamente tutto quanto accaduto durante quei mesi che condussero al massacro portato a termine dalle Falangi cristiano-maronite nei campi di Sabra e Chatila. Decide allora di intervistare dei compagni d'armi dell'epoca per cercare di ricostruire una memoria che ognuno di essi conserva solo in parte cercando di farla divenire patrimonio condiviso.

4 commenti:

  1. Finchè non ci metteremo tutti d'accordo su cos'è "guerra" e cosa non lo è, non potremo avere neanche un punto di partenza comune su cui fondare le basi per un dialogo costruttivo; continueremo a scannarci l'un l'altro giustificando, per primo a noi stessi, qualunque azione, dalla più leggera alla più infima.

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  2. NON CAPISCO IL BISOGNO DI DEFINIRE LA GUERRA.

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  3. Per risolvere i problemi in maniera non-violenta è necessario trovare un accordo mediante la comunicazione; giusto? Millenni di evoluzione sociale hanno sancito che quella VERBALE sia la forma di comunicazione più efficiente; giusto?
    Se io ed il mio interlocutore, però, usiamo termini diversi e spesso opposti per descrivere lo stesso evento fisico (ad es. missioni di guerra- missioni di pace; terrorista-combattente per la libertà; attacco-difesa preventiva; violenza sportiva-normale tifo; ecc.)come potremo mai giungere ad una soluzione accettabile per entrambi?
    La tentazione di riempire l'altro di botte fino a convincerlo delle mie ragioni è forte, ma ho presupposto che la via della non-violenza sia quella più auspicabile.
    Spero di essermi spiegato meglio...

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  4. no, non ti sei spiegato...ma sono abituato...
    Solo il 7% passa dalla comunicazione verbale...
    Se vuoi se ne parla a voce.

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