
Ieri è iniziata la nuova stagione del Cineforum, grandissima affluenza alla serata, forse per merito della pellicola, d'impatto, come è stata definita da Andrea. Sicuramente un film realizzato con una tecnica innovativa, che esula da ogni canone, ed è, come è stato definito, "una lezione di storia, un film di guerra, un pezzo di giornalismo investigativo e più di tutto un film straordinario."
VALZER CON BASHIR
di Ari Folman
Genere: drammatico
Durata: 87 minuti
Produzione: Israele, Germania, Francia 2008
Produzione: Les Films d'Ici, Razor Film Produktion GmbH
Distribuzione: Lucky Red
Interpreti: Ari Folman, Mickey Leon, Ori Sivan, Yehezkel Lazarov, Ronny Dayag
Una notte, in un bar, un amico confessa al regista israeliano Ari Folman un suo incubo ricorrente: sogna di essere inseguito da 26 cani inferociti. Ha la certezza del numero perchè, quando l'esercito israeliano occupava una parte del Libano, a lui, evidentemente ritroso nell'uccidere gli esseri umani, era stato assegnato il compito di uccidere i cani che di notte segnalavano abbaiando l'arrivo dei soldati. I cani eliminati erano giustappunto 26.In quel momento Folman si accorge di avere rimosso praticamente tutto quanto accaduto durante quei mesi che condussero al massacro portato a termine dalle Falangi cristiano-maronite nei campi di Sabra e Chatila. Decide allora di intervistare dei compagni d'armi dell'epoca per cercare di ricostruire una memoria che ognuno di essi conserva solo in parte cercando di farla divenire patrimonio condiviso.
Finchè non ci metteremo tutti d'accordo su cos'è "guerra" e cosa non lo è, non potremo avere neanche un punto di partenza comune su cui fondare le basi per un dialogo costruttivo; continueremo a scannarci l'un l'altro giustificando, per primo a noi stessi, qualunque azione, dalla più leggera alla più infima.
RispondiEliminaNON CAPISCO IL BISOGNO DI DEFINIRE LA GUERRA.
RispondiEliminaPer risolvere i problemi in maniera non-violenta è necessario trovare un accordo mediante la comunicazione; giusto? Millenni di evoluzione sociale hanno sancito che quella VERBALE sia la forma di comunicazione più efficiente; giusto?
RispondiEliminaSe io ed il mio interlocutore, però, usiamo termini diversi e spesso opposti per descrivere lo stesso evento fisico (ad es. missioni di guerra- missioni di pace; terrorista-combattente per la libertà; attacco-difesa preventiva; violenza sportiva-normale tifo; ecc.)come potremo mai giungere ad una soluzione accettabile per entrambi?
La tentazione di riempire l'altro di botte fino a convincerlo delle mie ragioni è forte, ma ho presupposto che la via della non-violenza sia quella più auspicabile.
Spero di essermi spiegato meglio...
no, non ti sei spiegato...ma sono abituato...
RispondiEliminaSolo il 7% passa dalla comunicazione verbale...
Se vuoi se ne parla a voce.